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luoghi di interesse

Cesi si trova in provincia di Macerata, ma proprio al confine con  l’Umbria, per questo, molti dei posti più belli di questa regione sono facilmente e velocemente raggiungibili grazie alle superstrade. Ma essendo nelle Marche, anche molti luoghi di questa bella regione si trovano vicino.
Sotto un breve, e non completo elenco, delle bellezze storiche e naturali facilmente raggiungibili

Parco regionale di Colfiorito 5 km.

Il Parco regionale di Colfiorito è compreso nel Comune di Foligno. Ha una superficie di 338 ettari.
Uno sterminato altopiano con al centro elementi di eccezionale valore: la palude omonima dichiarata patrimonio dell’umanità dalla Convenzione di Ramsar; il monte Orve ed il suo castelliere preistorico; le testimonianze archeologiche della città romana di Plestia. Il paesaggio intatto dei piani carsici e dei colli è quello, immutato della storia delle civiltà agricolo-pastorali dell’Appennino. Si segnalano emergenze faunistiche di elevato valore nazionale, come la presenza del Tarabuso nidificante ed un consistente dormitorio di rondini. Il Parco di Colfiorito è compreso nel comparto dell’Appennino centro-occidentale, all’interno di un complesso di conche tettonico-carsiche pianeggianti e di grande estensione, compreso tra Umbria e Marche, denominato Altipiani di Colfiorito.L’altipiano è composto da 7 conche che costituiscono il fondo di antichi bacini lacustri, prosciugatisi sia naturalmente che per opera dell’uomo. La Palude di Colfiorito è l’entità più significativa: ha forma tondeggiante, superficie di circa ha 100 con fitta vegetazione acquatica. La Palude è stata dichiarata di interesse internazionale dalla convenzione di Ramsar per le caratteristiche della sua torbiera, per la ricchezza di specie vegetali e quale habitat eccellente per l’avifauna. Il sistema dei piani è racchiuso dalle dorsali calcaree, scandito da sistemi collinari e gli Altipiani di Colfiorito segnano un grande cambiamento del paesaggio che, da scosceso ed aspro, diviene dolce e ondulato. Intorno ai piani carsici, in cima ai colli, sono i “castellieri”, modello insediativo predominante dalla fine del X secolo a.C. fino alla conquista romana. Tra tutti i castellieri è compreso nel Parco quello di Monte Orve e, oltre all’abitato di Colfiorito, sono interni all’Area Naturale Protetta i resti dell’antica città di Plestia. Il territorio degli altipiani è utilizzato, oltre che per le coltivazioni tradizionali dei cereali e dei foraggi, soprattutto per quelle delle lenticchie e delle patate rosse.
La popolazione dell’area di gravitazione diretta del Parco è di circa 5.000 abitanti. Ancora sul territorio gravitante sul Parco sono insediati caseifici che trasformano il latte localmente prodotto in formaggi e ricotta di alta qualità.
Il centro urbano di Colfiorito offre un buon livello di strutture ricreative e ricettive.

Plestia

un’antica città umbra, posta a 99 miglia da Roma, seguendo la via della Spina, scomparsa nel X secolo per cause sconosciute. Era situata sull’altopiano di Colfiorito nella zona della chiesa di Santa Maria di Pistia, sulle rive del Lacus Plestinus bonificato in seguito con la costruzione del collettore Botte dei Varano. Si trovava in una posizione che è a cavallo del confine tra le attuali regioni Umbria e Marche, al centro del piano del Casone, dove oggi, nonostante le bonifiche, in inverno si formano ancora specchi d’acqua, si trovava l’antico Lacus Plestinus e si diramavano le seguenti strade:
strada di Valle Vaccagna, che collegava il piano di Colfiorito a quello di Annifo, attraversa il passo di Collecroce (872 m s.l.m.), tocca Bagnara e Nocera Umbra giungendo alla via Flaminia;
strada di Bocchetta della Scurosa, che conduceva a Pioraco sul fiume Potenza;
strada del fiume Chienti che giungeva al mare Adriatico;
strada Plestia verso Pieve Torina (Plebs Torini) fino alla Valnerina;
la via della Spina che portava a Spoleto.
Anche durante la massima espansione del lago rimasero aperti i valichi a Nord e a Est e il fatto che si incontrassero qui il cardo e il decumano favorì gli insediamenti.
Assetto urbano
L’area urbana, di circa 35 ettari nel I secolo a.C., era delimitata ad est dalla linea di costa del lago mentre a sud il limite viene individuato a circa 200 m dall’attuale chiesa di Santa Maria di Pistia grazie a fotografia aerea; incerti gli altri anche se il santuario della dea Cupra, poche centinaia di metri a nord della chiesa, doveva essere già fuori dall’abitato. Gli assi stradali erano ortogonali orientati N-S/E-W e il foro della città viene identificato all’incrocio tra la via della Spina e la via nucerina.Sotto la chiesa si trovano i resti di un imponente edificio pubblico di età repubblicana, interpretato come tempio o portico; a sud e a est, in territorio marchigiano, un altro importante edificio pubblico in opus quadratum dello stesso periodo. A questi si sono sovrapposti insediamenti più recenti, probabilmente botteghe affacciate su un’area pubblica lastricata dotata di marciapiede. Una canaletta in travertino e un colonnato sono stati individuati nella zona antistante alla chiesa.Resti di abitazioni private sono stati portati alla luce al lato opposto della strada che da Colfiorito conduce a Taverne di Serravalle di Chienti. Fra questi si trovano due ricche domus con pavimenti in mosaico databili tra fine età repubblicana e inizi età imperiale. In una dei esse si riconosce il cortile con colonnato e canalette, lastre di pietra a copertura delle fognature, il tablinio e altri ambienti di rappresentanza.La ricchezza degli edifici pubblici e delle domus testimoniano la centralità di quest’area nell’assetto urbano e più in generale l’importanza della città nel periodo del controllo romano.
Origini
Reperti risalenti al Paleolitico superiore individuati nella località Fonte delle Mattinate, un ripostiglio di asce dai margini rialzati ai piedi del monte Trella e altri ritrovamenti sporadici riconducibili all’età del bronzo (fine III millennio a.C.) testimoniano l’importanza fin dalla preistoria degli altopiani di Colfiorito negli itinerari transappenninici come punto nodale tra i territori tirrenici e quelli adriatici.
Fondi di capanna risalenti agli inizi dell’età del ferro e 250 tombe a fossa semplice con corredo, datate dagli inizi del IX secolo a.C. alla fine del III secolo a.C., testimoniano che l’area fu occupata da insediamenti stabili già dalla fine del X secolo a.C. e sembra aver avuto rapporti con gli ambienti etrusco e piceno. Nella seconda metà del VII secolo a.C. si conclude il processo di differenziazione sociale con l’affermazione di un’aristocrazia montanara, un maggior benessere della comunità e un conseguente aumento demografico ben documentati nella necropoli e nell’estensione degli insediamenti. Questi erano allora prevalentemente di sommità per il controllo delle vie di transito e il castelliere di monte Orve, con cinta muraria in opera poligonale lunga 1,3 km, una serie di terrazze artificiali e l’arce alla sommità con fortificazione propria e sacello, sembra fosse il più importante.Ad occupare la zona erano i Plestini, popolo umbro diffuso su un territorio di 120–130 km² delimitato a ovest dalla media Valle del Topino e dalla Valle del Menotre, ad est dalle montagne del territorio camerte. Il loro nome, secondo alcuni, deriverebbe derivare dai filistei[2] (in ebraico פלשתים plishtim) che ebbero rapporti con i piceni[3]. Ampliando quanto detto da Polibio, Livio e Cornelio Nepote, ne parlano già Plinio[4] e Appiano[5] permettendo ai moderni studiosi di localizzare in questa zona lo scontro della II guerra punica (217 a.C.) tra 4000 cavalieri romani, in fuga dopo la battaglia del Trasimeno, comandati dal pretore Caio Centenio e le truppe cartaginesi di Maarbale.
Dal VI secolo a.C. al I secolo a.C. fu in funzione un luogo di culto dedicato alla dea Cupra. Nato come santuario “federale” per le popolazioni dei castellieri, svolse in una comunità non urbanizzata una funzione di aggregazione anche dal punto di vista politico e per servizi di tipo emporico attirando la popolazione a stabilirsi in pianura. Tra il IV e il II secolo a.C. nel processo di romanizzazione, ossia di omogeneizzazione culturale delle tribù italiche, entrano in crisi l’assetto politico e sociale, l’organizzazione territoriale paganico-vicana, il modello insediativo basato sui castellieri e si intensificano i trasferimenti a valle con la creazione di ville rustiche per il controllo economico, ma non strategico e militare, del territorio. I plestini furono coinvolti probabilmente nel foedus aequum del 309 a.C. tra Camerti e Romani che gli permise di conservare una certa autonomia. Nel III secolo a.C. venne loro concessa la cittadinanza sine suffragio e la qualità di prefettura; nel II secolo a.C. la cittadinanza optimo iure e l’iscrizione nella tribù Oufentina.
L’area sacra a Cupra continuava ad esercitare la sua funzione di attrazione per centralità e ricchezza di acque e perciò fu qui che, in avanzata età repubblicana, dopo forse la guerra sociale del 90 a.C., si compì il processo di urbanizzazione che portò alla nascita della città di Plestia, con la creazione della Res Publica Plestinorum, municipio romano della VI Regio augustea.Economia e attività
Superata l’organizzazione socio-politica di modello paganico-vicano dei castellieri, la potenza romana che conservava l’interesse per l’antica viabilità, assunse il controllo strategico del territorio con accordi (foedera) o vincoli politici e amministrativi. Permase il ruolo di nodo stradale favorevole agli scambi che porterà le attività economiche verso il commercio e il controllo delle merci di passaggio.Da alcune iscrizioni si apprende la presenza di un curator rei publicae,un quattuorvir, un quaestor, un sevir augustalis, un aedilis e un Ordo Plestinorum.
La Passio sancti Feliciani, scritta nel VI secolo, attribuisce l’evangelizzazione di Plestia a san Feliciano vescovo di Foligno e di Forum Flaminii,[7] cioè tra il 248 e il 251, ma probabilmente la sede episcopale è più recente di uno o due secoli[senza fonte]. Al tempo di papa Simmaco, nei sinodi di Roma del 499 e del 502 compare un Florentius Plestinus e, visto che il concilio di Sardica dal 343 proibiva di creare vescovati nei centri minori per non svilire l’autorità e il ruolo dei vescovi, si può dedurre che la diocesi di Plestia fosse un centro demico nella regione metropolitica di Roma.
Quando i longobardi invasero l’Italia nel 568 facendo crollare le istituzioni romane su cui si reggeva la società, misero in crisi anche i piccoli centri come Plestia il cui territorio entrò a far parte del longobardo Ducato di Spoleto. Il Ducato di Spoleto nella zona era diviso tra varie amministrazioni (gastaldati di Spoleto, Nocera Umbra e Camerino e sculdasciato di Foligno). Un anonimo autore della vita di san Rinaldo cita Plestea tra le città ridotte a castelli con l’opera restauratrice di Ottone I (951 – 983) dopo le devastazioni di Goti, Longobardi ed altri barbari.Sopravvisse una modesta attività abitativa che spiega la permanenza a Plestia di Ottone III nel 996, documentata da due diplomi del 23 e del 26 giugno, dopodiché Plestia scomparve dalla storia come città e come diocesi.

Rasiglia 14 km.

Nell’area della montagna folignate, lungo la strada statale 319 sellanese, a oltre 600 metri di altitudine, si trova Rasiglia, un luogo perso nel tempo.
La sua ragione d’essere è l’acqua. Dalla fragorosa sorgente di Capovena sembra scaturire tutto l’abitato che si dispiega, secondo la disposizione naturale, ad anfiteatro e sorge come borgo necessario alla rocca che, ancora forte del suo antico ruolo, sovrasta con l’alta mole le molte case, strette tra loro in una solidale vicinanza.
Un molino, una gualchiera, alcune case nel borgo erano di proprietà dei Trinci che, sfruttando la preziosa presenza dell’acqua, avevano dato vita a quelle attività che per secoli hanno poi garantito la vita di tutta la comunità. A Rasiglia, dovunque, ogni percorso è scandito dall’acqua.

Eremo di Santa Maria Giacobbe 18 km

Chi viaggia per la strada statale 77 avvicinandosi a Pale , rimane colpito da un Eremo protetto in un incavo tra le rocce dell’aspra montagna del Sasso di Pale.
Del Santuario, si hanno notizie dal 1295 quando nel censimento delle chiese della Diocesi di Foligno viene mensionato per la prima volta il santuario di Santa Maria Giacobbe in Pale,è uno dei numerosi Santuari Terapeutici di frontiera della montagna folignate.
L’intero complesso è in parte inserito in una cavità naturale del monte che lo sovrasta e in parte ne costituisce l’abside.

Spello 28 km

Spello è un comune umbro della provincia di Perugia ed è un borgo tra più belli d’Italia. Il capoluogo si trova ad un’altitudine di 280 m s.l.m. La superficie del comune si estende in montagna, collina e pianura. Il comune sorge, assieme alla vicina Assisi, sulle pendici occidentali della catena del Monte Subasio, nell’Appennino umbro-marchigiano.

Assisi 32 Km

La città di San Francesco è situata sulle pendici occidentali del monte Subasio, Assisi domina la valle tra i fiumi Chiascio e Topino. È conosciuta per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono san Francesco, patrono d’Italia, e santa Chiara. Assisi vive e fa vivere a tutti i visitatori l’atmosfera di profonda spiritualità dei luoghi che la storia e la fede dei suoi Santi rendono unici nel mondo.

Trevi 32 km

Trevi è sorta in epoca romana nei pressi della via Flaminia e delle rive del Clitunno, proprio vicino ad Assisi la città di San Francesco, a Montefalco e alla zona che è divenuta la patria del Sagrantino. E’ sovrastato da due monti abbastanza alti dell’Appennino umbro-marchigiano: il Monte Brunette (1422 m) e il Monte Serano (1429 m). Questa antica cittadina è conosciuta come Città dell’Olio e inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Montefalco e Bevagna 35 km

Montefalco e Bevagna sono un comune italiano della provincia di Perugia in Umbria. Montefalco, circondato da vigneti e uliveti, è situato in cima a una collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Per questa favorevole posizione panoramica, dal 1568 gli è stato attribuito l’appellativo di “Ringhiera dell’Umbria”e fa parte dei Borghi più belli d’Italia.  Inoltre per i suoi celebri affreschi è ritenuta un santuario dell’arte umbro-toscana.  Bevagna anche è inserita tra i Borghi più belli d’Italia.

Terme Palazzo Gentili SPA San Severino Marche 45 km

Palazzo Gentili è una residenza d’epoca del XVI secolo in una delle piazze più belle d’Italia, Piazza del Popolo di San Severino Marche, cuore storico di una cittadina incantevole.

Spoleto 48 km

Il comune di Spoleto si trova nella parte meridionale della Valle Umbra, vasta pianura alluvionale, generata in epoca preistorica dalla presenza di un vasto lago, il lacus Umber, prosciugato definitivamente nel Medioevo, dopo il suo impaludamento, con delle opere di bonifica.

Lago di Fiastra e Lame Rosse (MC) a 40 Km

Lago di Fiastra e Lame Rosse, vengono cosiddette “Cappadocia d’Italia” nelle Marche. Lame Rosse è uno dei luoghi più conosciuti e affascinanti. Lame Rosse sono a forma di pinnacoli e torri costituite da ghiaia tenuta insieme da argilla e limi, formatesi grazie all’erosione di agenti atmosferici. Sono lungo di 7 chilometri e il dislivello è di 200 metri, quindi adatto alla maggior parte delle persone e si cammina dapprima su una strada sterrata dove la strada diventa un piacevole sentiero. Le acque del lago di Fiastra sono conosciute per la loro limpidezza e il brillante colore verde-azzurro. Per la posizione panoramica tra montagne e boschi, il lago è ideale per tutti, con un percorso lungo la riva lungo oltre 4 km. Il lago è alto fino a 87m.

 Norcia 52 km

Norcia è il cuore dell’Umbria e cuore d’Italia. E’ un comune italiano di 4 774 abitanti della provincia di Perugia in Umbria e inserito nel comprensorio del parco nazionale dei Monti Sibillini. Norcia offre a chi ama la possibilità di godere di rilassanti itinerari naturali, di interessanti percorsi storici e artistici, di gustose tappe culinarie.

 Terme di San Giacomo 56 km

Le Terme di San Giacomo nascono ufficialmente nel 1933 e si trova a Sarnano in provincia di Macerata nella zona dei monti Sibillini. E’ uno dei termi più importanti della regione Marche ed offre una terna di sorgenti minerali da bere e per varie tipologie di cure. Le Terme di San Giacomo, si sono arricchite di un residence con 18 appartamenti moderni e confortevoli, singole residenze complete per un soggiorno ottimale in piena autonomia ed inoltre vi propongono anche centro benessere con sauna, bagno turco, bagno romano, sala relax con cromoterapia e massaggi viso, corpo, di ogni genere per un benessere e relax totali.

 Perugia 57 km

E’ il capoluogo umbro e si trova nel cuore dell’Italia centrale. Il centro storico di Perugia si adagia su un sistema di colline all’altezza di circa 450 m s.l.m. Il centro storico si sviluppa intorno a questo punto e sul crinale dei colli che da esso dipartono, formando un’acropoli e cinque borghi medievali prolungati su cinque porte. All’originaria cinta delle mura etrusche, lunga 3 km, si aggiunse nel Duecento e nel Trecento una nuova e definitiva murazione lunga 9 km, quasi del tutto integra e che delimita una superficie di 120 ettari.

Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra (MC) 58 km da Cesi

Si trova lungo la media valle del fiume Fiasta, in provincia di Macerata. E’ una riserva naturale statale ed è un posto straordinario patrimonio naturalistico, storico, artistico e archeologico.

Fabriano 60 km

Fabriano è un comune italiano di 30 228 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche. Dal 2013 è una Città Creativa dell’UNESCO, nella categoria “Artigianato, arti e tradizioni popolari”, titolo riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta a mano.

 Grotta di Frasassi 60 km

Grotte carsiche sotterranee nel comune di Genga, in provincia di Ancona, le grotte di Frasassi sono una vera e propria meraviglia naturale. Considerate fra le più belle d’Europa, le Grotte di Frasassi sono un paesaggio sotterraneo strabiliante. Furono individuate per la prima volta nel 1948, quando Mario Marchetti, Paolo Beer e Carlo Pegorari del Gruppo Speleologico scoprirono l’ingresso della Grotta del Fiume. Le grotte sono molto accessibili, sono aperte durante tutto l’anno ad eccezione delle festività, e si possono prenotare in anticipo gli ingressi e le visite guidate.

Terme di Frasassi

Le terme di frasassi si trovano nel territorio di Genga in provincia di Ancona e sfruttano acque ipotermali sulfuree che sgorgano alla temperatura di 13 gradi. L’inizio dell’attività strutturata delle Terme di Frasassi risale al 1922 e si sviluppa nel 1965 con l’ampliamento del complesso termale che ha determinato la fisionomia attuale dello stabilimento. I reperti archeologici rinvenuti nelle grotte dei dintorni testimoniano che l’utilizzo delle acque sulfuree delle Terme di Frasassi avveniva sin dai tempi dei romani.
 Monte Catria e Monastero di Fonte Avellana – Parco Monte Cucco 60 km
Il monte Catria è una montagna dell’Appennino umbro-marchigiano alta 1701 m s.l.m. posta lungo il confine tra Umbria e Marche, all’interno del territorio dei comuni di Cagli, Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio, in provincia di Pesaro e Urbino e del comune di Scheggia e Pascelupo, in provincia di Perugia. Fa parte dell’Unioni montane del Catria e Nerone e del Catria e Cesano (PU) e dell’Alto Chiascio (PG). Il Monastero di Fonte Avellana è situato alle pendici boscose del monte Catria (1701 m.) a 700 metri sul livello del mare. Le sue origini si collocano alla fine del X secolo, intorno al 980, quando alcuni eremiti scelsero di costruire le prime celle di un eremo che nel corso dei secoli diventerà l’attuale monastero.

Terme di Villa Anitori SPA Loro Piceno 62 km

Situata nella località marchigiana di Loro Piceno, a 6 km dalla Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, la Villa Anitori Prestige Relais & Spa vanta un centro benessere, una vasca idromassaggio, una piscina all’aperto, una sauna e una terrazza con vista sulla campagna circostante. Incastonata tra lo sfondo dei Monti Sibillini e la vista lontana del mare, il Relais Villa Anitori con il suo parco secolare offre al visitatore più esigente il fascino di un ambiente esclusivo, dettagli unici e bellezze antiche dimenticate.

 Macerata 65 km

Macerata è un comune italiano di 41 200 abitanti, capoluogo della provincia nelle Marche. Nella parte più interna il territorio è prevalentemente montuoso e collinare ma arriva ad affacciarsi sul mare Adriatico nella zona costiera che va da Civitanova Marche a Porto Recanati. Il capoluogo di Macerata comprende 55 comuni, i più popolosi sono Macerata, Civitanova Marche, Recanati, Tolentino e Potenza Picena.

Castelluccio 80 km

Castelluccio è una frazione del comune di Norcia (PG) in Umbria, uno dei centri abitati più elevati dell’Appennino. Castelluccio si trova sulla cima di una collina che si eleva sull’omonimo altopiano ai piedi del Monte Vettore. Qui la vista spazia su tre piane: Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto. I Piani di Castelluccio sono famosi per la fioritura che tra maggio e giugno li colora. Catelluccio è un rifugio perfetto per chi ama la montagna e gli sport d’aria, ma anche per praticare numerose attività all’aperto, tra cui trekking, passeggiate a cavallo, bike e nordic walking.

 Gubbio 82 km

Gubbio è un comune italiano di 31 547 abitanti della provincia di Perugia, in Umbria. Un capolavoro di città medievale, ricco di testimonianze storiche e artistiche e di antiche tradizioni che si ritrovano intatte nel suo folclore e nei suoi prodotti.

 Cascata delle Marmore a 83 km

La Cascata delle Marmore è una della cascata più famose d’Italia. Si trova nella Valnerina, a poca distanza dalla città di Terni, nel meraviglioso Parco Naturale della Cascata delle Marmore.  È una cascata a flusso controllato, tra le più alte d’Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti, inserita in un grande parco naturale. Il nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che sono simili a marmo bianco.

 Monte Vettore 85 km

Monte Vettore situato nell’appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche ed è il rilievo montuoso più alto del massiccio dei Monti Sibillini, con i suoi 2.476 metri di altitudine, compreso all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appartenente al comune di Arquata del Tronto, provincia di Ascoli Piceno, formando un gruppo montuoso composto da più cime.

 Acquasanta Terme 86 km

Acquasanta Terme è un comune italiano di 2 638 abitanti della provincia di Ascoli Piceno. Acqusanta Terme circondato dalle montagne comprese nel Parco Nazionale del Gran Sassoe Monti della Laga, di cui sono testimonianza le gole del torrente Garrafo, le cascate della Prata e della Volpara, o la foressta di San Gerbone, trova un naturale complemento nella ricchezza dei beni artistici disseminati nel territorio.

 

 Entrata/ Uscita Autostrada Civitanova Marche 85 Km

 

Recanati 92 km

Recanati è un comune italiano di 21 076 abitanti della provincia di Macerata. È una delle più belle città della regione Marche e dell’Italia. Le sue strade e i suoi vicoli sono impregnati di storia e permettono alla fantasia di viaggiare a ritroso verso epoche lontane. È stata inserita nell’elenco delle città italiane che si contenderanno il prestigioso riconoscimento di Capitale italiana della cultura per l’anno 2018. È situata su una collina a circa 300 metri sul livello del mare e gode di una vista privilegiata. Infatti guardando ad est, oltre il Mar Adriatico, nei giorni senza nuvole è possibile scorgere all’orizzonte i monti della Croazia.

 Jesi 92 km

Jesi  è uno comune di provincia  Ancona nelle Marche. Situato lungo il medio corso del fiume Esino, è il centro più importante dell’intera Vallesina, un bacino demografico di 120 000 abitanti circa. È una città di antiche e importanti tradizioni industriali che le hanno valso, sin dalla fine dell’Ottocento, l’appellativo di “Milano delle Marche”.

Porto San Giorgio 100 km

Porto San Giorgio è un comune italiano di 16 050 abitanti della provincia di Fermo nelle Marche. A Porto San Giorgio sono attive numerose associazioni di promozione culturale, nei settori della pittura, della musica, del teatro. Vengono altresì organizzate diverse esposizioni di arte e fotografia. A Porto San Giorgio è stato girato nel 2016 il film Come saltano i pesci.

 Loreto 105 km

Loreto è un comune italiano di 12 783 abitanti della provincia di Ancona nelle Marche. Famosa per ospitare la Basilica della Santa Casa, la città di Loreto è uno dei più importanti e antichi luoghi di pellegrinaggio mariano del mondo cattolico. Il santuario è stato per secoli ed è ancora oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio tra i più importanti del mondo cattolico. E’ stato visitato da circa 200 santi e beati, e da numerosi Papi.

 Ancona 120 km

Ancona è un comune italiano di 101 118 abitanti, capoluogo della provincia omonima e delle Marche. Affacciata sul mar Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani. Città d’arte ricca di monumenti e con 2400 anni di storia, è uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principal centro urbano per dimensioni e popolazione.

 Conero 120 Km

La Riviera del Conero è il tratto di costa dell’Adriatico, alto e roccioso, che dal porto della città di Ancona giunge sino a quello di Numana. Il Conero famoso per il suo mare cristallino, le sue spiagge incontaminate, le sue calette di sassolini bianchissimi e lo scogliere incredibilmente verdeggianti punteggiate dal viola della lavanda e dal giallo delle ginestre. Definito il paradiso dell’Adriatico nelle Marche. Il Parco del Conero è un paradiso tra mare e montagna. Si estende su quattro Comuni: Ancona, Sirolo, Numana e Camerano. Famoso per i suoi sentieri incantati che si snodano tra fitti boschi di macchia mediterranea, oppure sentieri a strapiombo sul mare.