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Trekking nella zona

In questa pagina, sempre aggiornata, troverete qualche esempio dei tanti trekking di differenti difficoltà, che si possono fare sia nelle vicinanze di Cesi, sia poco lontano, nelle Marche o in Umbria.

(SI N08) Colfiorito – Bagnara

Con tappa lunga e dislivello ridotto il Sentiero Italia prosegue il proprio cammino in direzione nord attraverso l’Umbria. In direzione ovest si costeggia la palude che caratterizza il Parco Regionale di Colfiorito, prima di svoltare verso nord costeggiando la strada provinciale d’Annifo fino alla piana dove sorge l’abitato di Bagnara. Non ci si ferma qui, ma si riprende a salire raggiungendo il Passo Carosina a quota 855 metri raggiungendo il crinale che sovrasta la città di Nocera Umbra che si segue fino alla località Le Saliere.
Lunghezza              16.3 km
Punto di partenza    Colfiorito (769 m)
Punto di arrivo        Bagnara (639 m)
Dislivello +                 267 m
Dislivello –                  408 m
Quota massima       979 m
Quota minima            628 m
(da https://mappasentieroitalia.cai.it/
https://mappasentieroitalia.cai.it/#/main/details/1277 )

 

(SI N07) Collattoni – Colfiorito

Collattoni – Colfiorito

Una tappa di lunghezza media e dislivello ridotto, prevalentemente in discesa porta nel fondo della Valle di Chienti. Da Collattoni in direzione nord si guadagna la cima del Colle Colarda e si aggira il Monte Tolagna puntando al Monte Castello. Da qui in discesa si raggiungono i primi abitati e si attraversa la strada statale prima di imboccare la provinciale che porta a Colfiorito, frazione montana del Comune di Foligno, particolarmente colpito dal terremoto del 1997.
Lunghezza                          11.0 km
Punto di partenza                  Colattoni (1084 m)
Punto di arrivo                       Colfiorito (769 m)
Dislivello +                            259 m
Dislivello –                             569 m
Quota massima                     1349 m
Quota minima                       756 m
(da https://mappasentieroitalia.cai.it/
https://mappasentieroitalia.cai.it/#/main/details/1276   )

 

Via di Francesco – Via di Roma da La Verna a Roma

Tappa 10 – da Foligno a Trevi

Da Foligno a Trevi, dalla valle si risale in collina con dolcezza.

Dalla pianura di Foligno, passo dopo passo, si sale gradualmente verso la collina di Trevi.
Tappa piacevole di 13 km attraversando i terrazzamenti che proteggono i magnifici olivi dell’Umbria. Una salita impegnativa. Si lascia la città di Foligno uscendo da Porta Romana e si percorre la strada asfaltata in direzione del castello di Sant’Eraclio, lungo l’antichissima Via Flaminia. Una breve sosta in paese per fare rifornimento d’acqua presso l’imponente fontana del Cinquecento. Si prosegue il cammino su una comoda carrareccia. La pendenza aumenta dolcemente durante il percorso, ma non affatica. Si prosegue tra gli ulivi per riprendere la strada asfaltata che attraversa le piccole frazioni di Matigge e di Santa Maria in Valle. Sulla strada i bar con gli anziani del paese diventano occasione di incontro e di conoscenza della cultura dei luoghi, oltre che lo spunto per fare un piccolo break. Dalla piccola Chiesa di Santa Maria in Valle si prende la comoda strada sterrata che offre una vista unica sulla valle umbra. Si lascia il sentiero tra gli ulivi per affrontare la salita che conduce a Trevi. La salita è l’ultima della giornata, perché non affrontarla con calma, seguendo il ritmo lento della campagna? In cima alla collina c’è Trevi con i suoi conventi e monumenti, la sera invece avrete il tempo per confortare il corpo con i piatti conditi con l’impareggiabile olio Dop dell’area.

Da sapere prima di partire

Fonti
Le fonti d’acqua sono presenti a Foligno, Sant’Eraclio, Matigge, Collecchio e Trevi.
Ricordarsi di riempire la borraccia con almeno 1,5 litri d’acqua in estate.
Tappe Intermedie
Presenti i punti di sosta dove fare una pausa rigenerante o trovare alloggio e ridurre la tappa.
Consigli
Tratto scoperto, ricordare sempre il cappello in estate.
Trevi ha un ricchissimo patrimonio culturale da scoprire, arrivate presto in città per visitarlo. Consigliata una visita al museo dell’olio e dell’olivo, che ospita anche una preziosa raccolta d’arte.
Si raccomanda di disporre delle mappe del percorso. Mappe semplificate possono essere scaricate cliccando sulla mappa online.
Ricordare di avere sempre una piccola scorta di cibo (frutta, frutta secca, cioccolata, barrette energetiche, in generale qualcosa di energetico).
(da https://www.viadifrancesco.it/)
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/via-di-francesco-via-di-roma-tappa-10-da-foligno-a-trevi-32480329

Via di Francesco – Via del Sud da Roma ad Assisi

Tappa 14 – Da Foligno ad Assisi Da Foligno ad Assisi: il gran giorno dell’arrivo alla meta.

La meta del cammino è la Basilica di San Francesco, qui davanti alla tomba del Poverello si conclude il lungo viaggio.
Se l’attesa per l’arrivo spinge ad accelerare il passo, il consiglio è di rallentare per godere appieno l’ultima parte del cammino. Si parte dalla Cattedrale di Foligno e si attraversa la Piazza San Giacomo, con la chiesa omonima dedicata al santo protettore dei pellegrini, si prosegue per oltrepassare il ponte sul fiume Topino. Dopo un tratto di circa 6 km su strade secondarie si entra a Spello, attraversando la monumentale porta Consolare.
La cittadina merita una sosta, per la ricchezza delle sue opere d’arte.  
Da Spello si può decidere se affrontare il percorso escursionistico, più duro, ma quasi interamente nei boschi del parco regionale del monte Subasio, oppure seguire il piacevole cammino sulla mezzacosta. Per seguire quest’ultimo, si esce dalla città attraverso porta Montanara e poi si cammina con serenità sulle pendici del monte Subasio lungo la Via degli Ulivi.
Una sola salita, ma agevole, e poi in Assisi si riuniscono i passi di Francesco a quelli di Chiara. Si raggiunge, infatti, prima la Basilica di Santa Chiara e poi quella di San Francesco.
Infine, la ricompensa del cammino sarà quella di fermarsi nella penombra della Basilica Inferiore, davanti alla Tomba di San Francesco.
Il cammino prosegue in discesa verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, all’interno della quale si conserva la Porziuncola, luogo dove sorse la prima comunità francescana.
Numerosissimi i luoghi di Francesco in Assisi e nei dintorni, è necessario fermarsi almeno una giornata per avere il tempo di visitarli e meditare.
Da sapere prima di partire
Fonti
Le fonti d’acqua sono presenti a Foligno, Spello, Maestà di Mascicone, Assisi.
Ricordarsi di riempire la borraccia con almeno 1,5 litri d’acqua in estate.
Tappe Intermedie
Presenti i punti di sosta dove fare una pausa rigenerante o trovare alloggio e ridurre la tappa.
Consigli
Se da un lato è comprensibile la voglia di arrivare ad Assisi e concludere il cammino, ti invitiamo a rallentare il passo e a fermarti a Spello, dove è imperdibile la cappella Baglioni con gli affreschi del Pintoricchio.
Si raccomanda di disporre delle mappe del percorso. Mappe semplificate possono essere scaricate cliccando sulla mappa online. Ricordare di avere sempre una piccola scorta di cibo (frutta, frutta secca, cioccolata, barrette energetiche, in generale qualcosa di energetico).
Da https://www.viadifrancesco.it/
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/via-di-francesco-via-del-sud-tappa-14-da-foligno-ad-assisi-32320122

Valle della Scurosa e monti I Piancali, Camorlo e Stinco

Escursione lungo l’Oasi incantevole e incontaminata di Valle Scurosa guadando in alcuni tratti il torrente Scarsito dell’itinerario Francescano da Assisi a Loreto. Attraverso la Bocchetta della Scurosa si giunge ai monti i Piancali (1351m), Camorlo (1397m) e Stinco (1306m). Prima della conclusione è possibile visitare la grotta fossile della Buca della Vecchia profonda circa 10m.
Parcheggiata l’auto dopo aver lasciato (a destra) la SP79 in direzione Montelago a circa 3 Km da Sefro, si intraprende il cammino lungo la stretta Valle ai piedi del monte Pennino (1570m). Inoltrandosi nella quiete della fitta faggeta, percorrendo il sentiero 201, lungo il greto del torrente Scarsito (affluente del fiume Potenza), si giunge alla Fonte del Sepolcro (1050m) e poco dopo alla Bocchetta della Scurosa (1150m) dove si apre una bellissima veduta sulle piane di Colfiorito. Si prosegue a destra per toccare le 3 cime dei monti i Piancali, Camorlo e Stinco, dal quale si scende per ritornare al parcheggio.
 
https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/valle-della-scurosa-e-monti-i-piancali-camorlo-e-stinco-10462820
 

312A-312 – BIVIO BROGLIANO – BOCCHETTA DELLA SCUROSA

 Itinerario: 312A-312 ::: BIVIO BROGLIANO – BOCCHETTA DELLA SCUROSA
Distanza: 6,3 km circa (solo andata)
Dislivello in salita: 430 m circa (solo andata)
Dislivello in discesa: 50 m circa (solo andata)
Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti (solo andata) ::: 4 ore 30 minuti (andata e ritorna, soste comprese)
Difficoltà: E

Itinerario segnalato con segnavia bianco-rosso del CAI, si sviluppa in parte in territorio umbro in parte in quello marchigiano

Questo itinerario consente di raggiungere la Bocchetta della Scurosa (m 1152 s.l.m.) attraversando una bella faggeta e ampi prati-pascolo. L’itinerario non è particolarmente faticoso, salvo, forse per un piccolo tratto iniziale nelle vicinanze del Convento d Brogliano e per un piccolissimo tratto finale che conduce esattamente alla Bocchetta; sulla sinistra (a ovest) ricordiamo monte Acuto (m 1300 s.l.m.) e ancora più a nord monte Pennino (m 1571 s.l.m., al confine con il territorio marchigiano).

https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1D14nq9BNEhO3O2TmpghsP0L-WcEldc9L&ll=43.07056204195278%2C12.923461525142159&z=13

Convento di Brogliano.

Il convento si trova a mezza costa del monte di Brogliano, a poche centinaia di metri dalla strada statale 77 della Val di Chienti, a circa 2 km da Colfiorito e a 3 da Serravalle di Chienti, in una zona ricca di boschi e di acqua, con ben due emergenze sorgentizie (non collegate, per quanto a nostra conoscenza, a fonti idropotabili). Inizialmente era un convento francescano, dedicato a san Bartolomeo apostolo, situato sugli altopiani Plestini ai confini tra Umbria e Marche. Qui nel XIV secolo ebbe inizio una importante riforma dell’Ordine francescano, chiamata ‘degli zoccolanti, che ebbe tra i suoi artefici Giovanni de Valle, fra Gentile da Spoleto e il beato Paoluccio Trinci. Per un periodo fu di proprietà dei padri Somaschi, dopo i gravi danni subiti nel terremoto del 1997 è stato completamente restaurato, oggi dovrebbe essere tornato nella disponibilità dei Francescani Minori della Provincia Picena.

 

Itinerario Assisi – Spello

  • Partenza: Assisi
  • Arrivo: Spello
  • Tempo di percorrenza: 6 ore 30 minuti
  • Difficoltà: T – Turistico
  • Lunghezza: 14.8 km
Si parte da Assisi per raggiungere Spello: tra i vari itinerari possibili nel Parco del Monte Subasio questo è sicuramente il più indicato per chi desidera unire al piacere di una escursione nel Parco, la possibilità di godere delle numerosissime emergenze artistiche, storiche e religiose che le due preziose cittadine offrono. Dalla Rocchicciola di Assisi ci si reca all’Eremo delle Carceri come già descritto nell’itinerario Assisi – Monte Subasio. Dall’Eremo, percorsa l’asfaltata per circa un chilometro, si prende sulla destra, in discesa, il sentiero n° 54 che attraversa parte del bosco sul declivio sud-ovest del Monte Subasio. Si incontra dopo circa tre chilometri l’abbazia di S. Benedetto: costruita nell’XI sec. fu abitata dai Benedettini Cluniacensi fino al 1260, poi dai Cistercensi; nel 1399, nemici della città vi si arroccarono e gli Assisani, che ne erano proprietari, pur di sconfiggerli, la misero sotto assedio e la distrussero parzialmente: scomparì tra le altre strutture il campanile che si può ancora oggi vedere in un affresco di Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco. Ricostruita nel 1600 e nei primi del Novecento, deve il suo aspetto attuale al pregevole lavoro che i Monaci Benedettini hanno svolto dal 1945. Quasi tutta l’articolata struttura è in stile romanico ed è particolarmente degna di attenzione la cripta al di sotto del presbiterio, sede dell’attuale chiesina. Continuando l’itinerario si prende il sentiero 56, si oltrepassano Sasso Rosso e i ruderi di S. Antonio. Si raggiunge il sentiero 50 e prima nel bosco, poi tra i pregiati uliveti spellani, in poco più di quattro chilometri, si scende alla cittadina di Spello.
http://www.parks.it/parco.monte.subasio
http://www.parks.it/parco.monte.subasio/pdf/PRUSUB_04_assisi_spello.pdf
 

 

 

 

 

Itinerario Anello dei mortari

 

         

  • Partenza: Monte Subasio
  • Tempo di percorrenza: 4 ore
  • Difficoltà: E – Escursionistico
  • Lunghezza: 12.6 km

L’itinerario parte dall’ampio parcheggio degli Stazzi posto a 1083 m s.l.m., ai margini del grande prato-pascolo sommitale del Monte Subasio. Interessante, proprio a ridosso del piazzale, Colle San Rufino, uno dei più evidenti castellieri umbri, sede di importanti ritrovamenti archeologici, fra cui il notissimo Marte del Subasio. Proseguendo in salita, si lascia la strada asfaltata al primo tornante e otrepassando una sbarra si avanza per circa 300 metri costeggiando il bosco. Si continua salendo sulla destra sul sentiero 61 per il prato, si oltrepassa un inghiottitoio, la prima evidenza della natura carsica dei suoli e si prosegue in direzione della cima. Prima che il sentiero si interrompa sull’ampia strada sterrata che attraversa la sommità del monte, si prende sulla sinistra per andare a raggiungere, dapprima il Mortaro delle Trosce, poi sul sentiero 50, il Mortaro Grande e il Mortaiolo, popolarmente ritenuti, anche in tempi non lontani, dei crateri vulcanici. Queste grandi doline, tipiche formazioni del paesaggio carsico, si sono formate in seguito a spaccature radiali degli strati superficiali di scaglia rossa che compongono quest’area del Monte, provocate dal corrugamento degli strati stessi. Le acque meteoriche, leggermente acidule, infiltrandosi nelle fessure hanno aggredito le rocce calcaree, sciogliendole e plasmando nel tempo una sorta di grandi imbuti, secondo un meccanismo ben visibile su ogni suolo calcareo e, massimamente, nel Carso, che dà il nome al fenomeno. Il Mortaro Grande misura sull’asse maggiore circa 300 metri ed è profondo 60. In epoche passate, insieme al Mortaiolo, veniva utilizzato come riserva di ghiaccio, attraverso il deposito di neve pressata al proprio interno e poi coperta. Il Mortaro delle Trosce è invece in gran parte ricoperto da un bosco, che ne rende poco leggibile la forma. L’itinerario prosegue ancora sul sentiero 50 fino a Fonte Bregno, poi verso destra costeggiando il bosco ci si dirige alla Croce di Sasso Piano, punto particolarmente panoramico, che coniuga alla visione della Valle Umbra e di parte della Val Tiberina una straordinaria ed inconsueta veduta dall’alto di Assisi. Da qui, facilmente, per lo stesso sentiero si raggiunge il rifugio di Vallonica e percorrendo la sterrata si torna al punto di partenza.

http://www.parks.it/parco.monte.subasio/pdf/PRUSUB_01_anello_dei_mortari.pdf